- Documento realizzato da: Minelli AldoPrestini Fabrizio nel: 1985, pubblicato il 20/03/2020
Vincenzo Franzoni, imprenditoriale della Franzoni s.p.a, racconta attraverso i propri ricordi la Valle Camonica del periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale sino al 1986 anno in cui è stata registrata l’intervista. Il conduttore Aldo Minelli lo presenta chiarendo che Vincenzo Franzoni «non è uno yuppie, non è un giovane aggressivo attaccato al mito del successo e del denaro come va di moda di questi tempi…».
Vincenzo Franzoni inizia l’intervista definendo le dimensioni della Franzoni s.p.a. che dava lavoro ad oltre 320 famiglie (circa 500 persone) del territorio. Nel 1985 l’azienda fatturava circa 100 miliardi di lire.
Vincenzo Franzoni spiega d’essere invalido civile per via di un handicap ad un braccio. Raccontando questo particolare la conversazione scivola sul rapporto con la famiglia, sulla grande quantità di affetto ricevuto dalla madre e dai fratelli che, a detta dell’intervistato, hanno definito un il suo carattere ottimista.
Tra i ricordi di Vincenzo Franzoni c’è il 25 aprile del ‘45, la felicità per la fine della guerra e le immagini cruente della cattura di un gerarca nazista che lui chiama Marao detto “il boia di Darfo”. Importante poter ascoltare un uomo ancora giovane e in carriere mentre racconta i suoi ricordi della seconda guerra mondiale.
Altro interessante passaggio (nell’intervista a cura di Aldo Minelli) è la parentesi dell’esperienza di lavoro in Svizzera con l’immagine emblematica del boscaiolo svizzero del 1950.
Tornando alla Franzoni Filati s.p.a. c’è un ampio passaggio sul rapporto tra l’azienda ed i grandi nomi della moda Italiana come Armani, Coveri o Benetton. Dal racconto emerge come la Franzoni riusciva a soddisfare queste grandi firme della moda.
Interrogato sulla qualità degli imprenditori camuni, Franzoni risponde che in Valle Camonica «esiste una grande imprenditoria» e conclude spiegando una sua personale visione: «noi dobbiamo creare cultura, la cultura crea prodotto che a sua volta crea ricchezza».
In conclusione della sua intervista, Aldi Minelli chiede del rapporto tra Vincenzo Franzoni e la famiglia Agnelli. Franzoni questo perché Franzoni all’epoca dell’intervista era membro del CDA di Rinascente.
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