Lardelli Andrea (Fisarmonicista)

Il mio gruppo preferito sono i Pink Floyd”. Parole di Andrea Lardelli da Braone, vent’anni, studente
di scuola superiore e fisarmonicista. Andrea ascolta tutto quello che produce un suono, compresi quegli
artisti che suonano con i bicchieri, compresa la musica di altre nazionalità, compresi i generi nuovi di adesso, con quelle cose che proprio non si possono sentire. Dalla musica classica alla techno, ascolta tutta la musica, e trova in qualsiasi genere di musica qualcosa che gli piace.
Suona la fisarmonica da quando ha otto anni, ma ha provato a suonare anche altri strumenti, un po’ di chitarra e pianoforte, e se non avesse iniziato con la fisarmonica dice che avrebbe sicuramente
suonato il pianoforte.
Nella sua famiglia la fisarmonica è una tradizione: suonavano il fratello del nonno, la mamma, il papà, il fratello. Quello della fisarmonica in casa era un suono costante, che si sentiva spesso anche alle feste di paese. Alcune voci sostengono che da piccolo l’unico modo che i suoi genitori avevano di farlo addormentare era quello di suonare la fisarmonica.
Il percorso è iniziato da Vittorino Ragazzi a Esine, che gli ha dato una prima impostazione, col metodo alla francese. All’inizio pare però sia stato un macello, perché per un anno Andrea non ha visto alcuno strumento: all’inizio studiava i metodi di solfeggio con Dino Bertoli. Quando lo strumento finalmente arrivò, si passò allo studio di canzoni, canzoni che spesso erano create dal maestro Vittorino per fare esercitare il singolo allievo.
Nel 2011 la scuola di Vittorino passa sotto la direzione di Marco Davide, e lì la musica cambia.
Se prima si trattava di uno svago, da allora studiare fisarmonica è diventato per Andrea qualcosa di serio. L’impegno è costante tutto l’anno, a parte le pause estive e di Natale, si deve suonare tutti i
giorni e fare gli esercizi che il maestro assegna.
Con Marco Davide Andrea cambia metodo di studio e di esecuzione: si studiano tutti i generi musicali, si fanno gli esercizi sui bassi, sulla mano destra e sulla mano sinistra, si studiano tutti gli stili: tango, valzer, fox swing, swing, tango argentino, tango classico, valzer musette, valzer popolare, musica leggera, musica classica.
Nel 2011 ha dovuto ripartire da zero e imparare un nuovo modo di suonare la fisarmonica: “ci ho messo un anno e mezzo ad imparare ad usare il pollice e a ricambiare la tecnica dei bassi” dice Andrea. Non è difficile allora immaginare come non volesse abbandonare il suo vecchio maestro Vittorino, ma a fargli cambiare idea è stato sentire suonare il nuovo maestro Marco: “mi ha colpito per l’espressione”. E oggi Andrea è l’ultimo rimasto degli allievi di Vittorino che ancora suonano con Marco.
Andrea ha partecipato per tre volte al concorso internazionale per fisarmonica di Erbezzo, ha ottenuto due terzi posti e un primo posto nel 2014 nella categoria giovani. Di fronte a una giuria, fatta da fisarmonicisti di calibro elevatissimo, senza margine di errore, ha portato dei brani a scelta, tra cui “Florette”, un valzer musette, nell’anno in cui ha vinto.
Per andare al concorso ha studiato “Florette” per un anno, e si è accorto di un problema di percezione della fisarmonica da parte della gente comune. Chi non ha una base musicale fa più fatica a capire la complessità di alcuni brani o generi, mentre chi ha orecchio e abitudine riesce a cogliere la bravura e le sottigliezze dell’esecuzione: “è una questione di mentalità, se la gente è abituata a sentire ‘Madonnina dai riccioli d’oro’ non ha gli strumenti per capire la musica classica”. E può succedere anche a chi, come lui, suona da quando è piccolo, di ascoltare cose fuori portata.
Quando senti suonare i migliori, può succedere che il pubblico non capisca quanto bravi sono, mentre chi studia e suona resta a bocca aperta, e altri ancora che magari sono abituati a sentire la fisarmonica
solo nella musica popolare non capiscono il livello raggiunto.
Alcuni di questi fisarmonicisti top Andrea li ha sentiti suonare al Festival della fisarmonica di Cevo, dove anche lui si esibisce con la Fisorchestra di Marco Davide e come solista da ormai sette anni.
Ma Andrea suona anche in un gruppo di liscio chiamato “I festaioli”, una cantante, un cantante, un batterista e una fisarmonica. Sono tutti ragazzi giovani e originari dell’alta Valle Camonica, di Monno e di Pezzo, che si esibiscono quasi esclusivamente
in alta Valle, da Edolo in su, perché “da Edolo in su c’è soltanto fisarmonica”.
E lì si torna sempre: al liscio. Perché quando parli di fisarmonica la gente ha in mente il liscio, e in una festa in piazza non ci si può presentare con un repertorio da concerto. Ci sono serate per
allietare, durante la cena, nelle piazze, quelle che una volta si facevano in osteria, mangiare bere e suonare.
Suonare le canzoni popolari che cantano tutti: “Madonnina dai riccioli d’oro”, “La piemontesina”, “Carezze”, e anche se non sono proprio della Valle Camonica vanno bene lo stesso.
In fondo si tratta solo di “Suonare, suonare, sempre suonare, se no avanti non ci vai”.

Località: Braone

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